Psicotraumatologia
Psicoterapia Corporea
 
 
Cos'è la psicotraumatologia
 
 
Congressi e Formazione
 
 
   
  Back
  Home

Esistono molti tipi differenti di approcci corporei in psicoterapia, ma tutti mettono al centro dell’attenzione il ruolo fondamentale delle cosiddette “memorie corporee”, che svolgono un ruolo di primo piano in psicotraumatologia. Tutte le persone ricordano attraverso immagini, suoni, odori,  gusti, ma anche attraverso sensazioni fisiche. In alcuni casi, le sensazioni fisiche e la reattività corporea rappresentano l’ostacolo più importante per la serenità di una persona, e queste memorie corporee, non essendo fatte di parole, richiedono interventi terapeutici di tipo più direttamente corporeo. Infatti, le memorie corporee possono risultare completamente refrattarie ad interventi psicoterapeutici basati esclusivamente sulla parola o sulla relazione terapeutica.

Per esemplificare, e anche volutamente semplificando, immaginiamo una persona che abbia paura di guidare a causa di un incidente automobilistico: sa tutto quello che c’è da sapere sull’argomento, ne ha parlato a più riprese, ma nondimeno all’idea di guidare il suo corpo reagisce con tachicardia, tremori e sudorazione intensa, che non reagiscono – se non in minima parte – ad un controllo razionale. Ancora più evidenti sono le influenze delle memorie corporee nelle persone che hanno subito un abuso sessuale infantile: frammenti di ricordi, tensioni muscolari, difficoltà di abbandono si possono intromettere regolarmente nella propria vita sessuale attuale, sebbene possano essere trascorsi moltissimi anni dagli eventi traumatici.

La maggior parte delle psicoterapie corporee utilizza il contatto fisico all’interno del contesto psicoterapeutico, anche attraverso l’uso di tecniche di bodywork (lavoro corporeo), numerosissime e anche molto differenti tra loro.

In psicotraumatologia, ma anche nella psicoterapia dei disturbi sessuali, le tecniche corporee possono quindi essere considerate opportune quando:

- una persona non ha completamente rielaborato e risolto malesseri e problemi attraverso strategie terapeutiche più orientate all’uso della comprensione verbale e razionale;

- nonostante l’applicazione di efficaci strategie psicoterapeutiche che non utilizzano solo la parola, il paziente manifesta ancora importanti condizionamenti, come un atteggiamento di iperallerta, un atteggiamento problematico nei confronti del suo corpo (vedi oltre), difficoltà di abbandono, paura del contatto fisico, dell’intimità o della sessualità, sentimenti di vergogna e di imbarazzo eccessivi nella vita di tutti i giorni; in alcuni casi, ad esempio, le persone possono non tollerare la propria nudità anche se si trovano da sole e in condizioni di assoluta sicurezza e privacy;

- una parte importante del malessere di una persona ha a che fare con il suo schema corporeo e la percezione del suo corpo; alcune parti del corpo, ad esempio, sembrano estranee, anestetizzate, “dimenticate”, oppure vengono percepite con disgusto, sembrano “sporche” o estremamente vulnerabili;

- sono presenti confini corporei non adeguati; il paziente si sente “intruso” dalla presenza di un’altra persona con estrema facilità oppure, al contrario, permette una eccessiva intimità nella vita di tutti i giorni, esponendosi a situazioni pericolose o quantomeno non realmente desiderate;

- sono presenti contratture muscolari croniche che svolgono la funzione di una vera e propria “corazza emotiva”, connessa ad uno specifico atteggiamento nei confronti di se stessi e delle altre persone; questa corazza può rimanere presente, almeno in parte, anche in seguito ad un precedente intervento psicoterapeutico efficace.

- In alcuni casi queste contrazioni muscolari croniche possono invece impedire lo svolgersi ottimale della psicoterapia, impedendo l’accesso alle emozioni o ad una loro adeguata elaborazione. La persona, infatti, appare costantemente distante dal mondo delle sensazioni fisiche e delle emozioni, trovandosi costretta a compensare con un eccesso di razionalità e di rimuginazione mentale.

Possono quindi essere utilizzati approcci psicoterapeutici che lavorano sul contatto fisico e le difficoltà emotive che questo comporta, sulla costruzione di uno schema corporeo più adeguato, sulle costruzione di confini corporei flessibili e resistenti, sull’abbandono, sulla capacità di distinguere il contatto accuditivo e “tecnico” dal contatto erotico o minaccioso, sullo scioglimento di tensioni muscolari croniche, sulla riarmonizzazione posturale.

Il lavoro psicoterapeutico si muoverà quindi su differenti dimensioni ed utilizzerà conseguentemente strumenti ed approcci differenti, a seconda delle esigenze:

- tecniche di respirazione;
- movimento fisico;
- tecniche di rilassamento;
- lavoro sulla distanza/vicinanza per la definizione dei confini corporei;
- contatto fisico minimale;
- tecniche di massaggio profondo orientate allo scioglimento delle tensioni muscolari, al rilascio emotivo, alla riappropriazione di una perceziona completa del corpo;
- tecniche di massaggio orientate al rilassamento, all’abbandono, alla percezione del piacere;
- tecniche di bodywork specifiche: riflessologia, integrazione posturale, massaggio Grinberg, Rolfing, etc.

Per approfondimenti

Bibliografia essenziale

Carroll, R. (2002). Biodynamic massage in psychotherapy: re-integrating, re-owning and re-associating through the body, in T. Staunton (Ed.) (2002), pp. 78-100

Fissi A (1998). La psicocorporeità analitica. Armando

Hunter, M. & Struve, J. (1998). The Ethical Use of Touch in Psychotherapy. Thousand Oaks: Sage

Padrini F (2005). Il massaggio bioenergetico. Xenia

Painter, J. W. (1987). Deep Bodywork and Personal Development. Mill Valley, CA: Bodymind Books

Smith E, W. L., Clance, P. R. & Imes, S. (1998). Touch in Psychotherapy. Theory, Research, and Practice. New York: Guilford

Staunton, T. (Ed.) (2002). Body Psychotherapy. Hove: Brunner-Routledge

Siti internet
Bioenergetica Italia 
Cambridge Body Psychotherapy Centre
European Association for Body Psychotherapy
Gerda Boyesen International Institute
Thinking Through the Body